Smettila di ottimizzare le tue Ads. Cambia il prodotto.
Nove brief su dieci ci chiedono di "ottimizzare le campagne". Nove volte su dieci la campagna è l'ultima cosa da toccare. Il problema è a monte.
Un cliente arriva con un brief preciso: "le mie Ads non funzionano, ottimizzale". Il media buyer medio apre Business Manager e comincia a spostare leve: pubblici lookalike, advantage+, scaling. Funziona poco, perché il problema raramente è nella piattaforma.
Il funnel pubblicitario è una catena. Annuncio → click → landing → offerta → conversione. La pubblicità intelligente non ottimizza un anello: capisce quale anello è rotto. E quasi sempre l'anello rotto è l'offerta, non il targeting.
Tre domande prima di toccare le campagne. Uno: il prodotto si spiega in cinque secondi? Se non si spiega, nessun adv lo salverà. Due: il prezzo è competitivo per il pubblico di Facebook (non per il tuo settore, per Facebook)? Tre: la promessa è specifica? "I migliori prodotti per la cura della pelle" non vende. "La crema che hai cercato se hai più di 40 anni e la pelle del collo cede" vende.
Quando il prodotto è giusto, l'ottimizzazione delle campagne è matematica. Hai un'offerta che converte all'1,5% organico? Le Ads ti porteranno tra l'1 e il 2% pagato, con i giusti pubblici. Non hai un'offerta che converte organicamente? Stai pagando per disinnamorare persone che non ti avrebbero comprato comunque.
Il nostro lavoro inizia spesso fuori dalla campagna. Riscrivere la landing, semplificare l'offerta, alzare o abbassare il prezzo, togliere un campo dal modulo. Poi, e solo poi, andiamo a guardare i pubblici. Funziona perché abbiamo prima cambiato la domanda a cui le Ads dovevano rispondere.
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