Sito web per avvocati: regole deontologiche e SEO che funziona
Il sito di un avvocato è uno dei pochi a essere normato. Si può fare un sito che porta clienti senza violare il codice deontologico. Ecco come.
Il problema specifico degli studi legali. Un avvocato non è un dentista. Non può promettere risultati, non può fare paragoni con altri colleghi, non può usare claim ingannevoli. Il codice deontologico forense è specifico, e violarlo significa rischiare il procedimento disciplinare.
Cosa puoi comunicare sul sito. La tua formazione, i settori di cui ti occupi, gli articoli che hai scritto, le pubblicazioni, i contatti, il foro di appartenenza. Puoi raccontare casi (in forma anonima e generale, mai promettendo lo stesso esito).
Cosa non puoi fare. Promettere vittorie, dire "il miglior avvocato di Treviso", mostrare elenchi di clienti illustri senza loro consenso, fare offerte commerciali esplicite, paragoni con competitor.
Dove si vince in SEO. Sulle query specifiche per area di diritto e città: "avvocato divorzista Treviso", "avvocato penalista Padova". Su Google la prima pagina per queste query è giocata da studi che hanno una pagina dedicata per ogni area + recensioni Google curate + articoli divulgativi su domande frequenti.
Articoli che funzionano (e che puoi pubblicare). "Cosa fare se hai ricevuto un decreto ingiuntivo", "Quanto costa un divorzio consensuale", "Come si calcola il TFR in caso di licenziamento". Sono pagine informative che intercettano persone in cerca di un professionista.
Quanto costa. Un sito serio per studio legale parte da circa 2.000–3.000 € una tantum, con un investimento mensile in contenuti SEO che parte da 400–600 € al mese. Senza contenuti, il sito è solo un biglietto da visita digitale.
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